Ubuntu e Xubuntu 18.04: novità e test di performance

Il nuovo Bionic Beaver si promette più veloce, performante e decisamente da provare. Ma fare un test su un computer di nuova generazione non avrebbe molto senso. Le differenze fanno fiutate nei cosiddetti casi disperati. Ed ecco che il test di performance avviene su un vecchio PC di basse prestazioni, per vedere se qualcosa è cambiato da quando Ubuntu non si poteva neanche avviare.

Il target principale delle distro Linux sono i vecchi computer da recuperare. Ecco perché tutti i test sono stati eseguiti su un PC che ha appena compiuto 10 anni questo mese. Un notebook molto semplice, processore Intel Core 2 Duo e 4GB di RAM. Concepito per avere Windows Vista, l’ho utilizzato per fare delle prove di vita quotidiana molto semplici.

Il computer utilizzato per il test, un Toshiba Satellite L300.

In cosa consistono le prove

Novità in Bionic Beaver e la scelta di due distro

E’ un semplice test di installazione e prime impressioni su operazioni quotidiane, ma che richiedono un utilizzo di risorse elevato. Questo per testare la nuova struttura interna delll’OS. Confronterò questi test tra Ubuntu 18.04 e Xubuntu 18.04. Qual è la differenza tra i due? Entrambi hanno il nuovo Kernel Linux 4.14 che supporta lo stacking dei moduli di sicurezza, un backport migliorato per la gestione hardare di IBM e Intel e la crittografia della memoria sicura AMD. Vi sono poi i nuovi driver MD per la gestione del RAID e il nuovo OpenJDK 10, oltre che il compilatore gcc utilizzato come predefinito per la compilazione degli eseguibili. Entrambi, tra l’altro, hanno soluzioni sostanziali al problema di Meltdown e Spectre. Ma una differenza, rimane di versione in versione. Che l’OS tradizionale ha ancora un’interfaccia molto pesante, mentre Xubuntu è più adatto ad un PC di dieci anni fa e in più, mi farà capire se effettivamente ci sono stati dei miglioramenti e se il tutto rende bene su una macchina del genere.

I test

Come ho già detto prima, sono test molto semplici. Cronometraggio del tempo di avvio (BIOS escluso), utilizzo di Mozilla Firefox, riproduzione di video in streaming, ascolto da Spotify, usabilità dell’interfaccia.

Installazione

Xubuntu, ovviamente, è stato più veloce nell’installazione rispetto ad Ubuntu. Entrambe le edizioni a 64, tuttavia, hanno un CD molto leggero. 1.81GB per Ubuntu, 1.33 per Xubuntu.

Tempi di Avvio

Test su Ubuntu

Ubuntu, su questo Toshiba L300 ha impiegato un tempo biblico di caricamento. Un minuto e mezzo, compreso il login che è stato tuttavia molto veloce. 

Questo grazie a Wayland, il nuovo server grafico. Non è ancora utilizzato come predefinito (lo sarà probabilmente dalla 20.04 LTS), ma può essere selezionato in fase di Login.

La novità che l’OS mi ha presentato al primo avvio è stata Livepatch. Permette, tramite un account chiamato Ubuntu Single Sign-On, di tenere aggiornato il sistema operativo alle nuove patch di sicurezza, senza nemmeno chiedere un riavvio. Scusatemi se sono un po’ di parte ma…Windows se lo sogna.

Test su Xubuntu

Xubuntu ha un’interfaccia molto leggera, chiamata xfce. E’ nata proprio per i computer anziani come il mio, ma può essere utilizzata anche per chi vuole utilizzare applicazioni di un certo livello senza molte animazioni grafiche. E’ un sistema affidabile ed essenziale. Il core è sempre quello di Ubuntu, ma i tempi? Effettivamente, un miglioramento c’è. Uno schermo nero per una trentina di secondi, poi ecco il logo di Xubuntu e subito mi calo nell’interfaccia grafica. 55 secondi circa, molto meno rispetto ad Ubuntu. Anche in questo caso, il login è velocissimo. Ovviamente, aspettati un qualcosa di più asettico e meno innovativo. L’introduzione di Ubuntu, qui non c’è.

Test di performance (navigazione e streaming)

Ciò che l’utente medio nel 2018 fa è accendere il computer, aprire il browser e connettersi al web. Dunque, non basta più sistemare un PC per farlo scrivere su Word e fare quattro calcoli su Excel. Deve essere performante nella navigazione.

Test su Ubuntu

Seppur con qualche scatto e un po’ di lentezza nel caricamento in Wireless, è sopportabile. Dunque, Ubuntu ottiene un voto sufficiente, nonostante la pesante zavorra che ha per GUI. Per la riproduzione di video in streaming siamo messi decisamente male se si parla di video in HD (e figuriamoci in 4K). Ma le variabili su questo sono tante: Wireless lento di natura sul notebook, scarse prestazioni. Tuttavia, in 480p i video sono sufficientemente visibili e senza neanche molto spreco di risorse. Il multitasking, seppur un po’ affannato, funziona abbastanza bene.

Test su Xubuntu

Apro le stesse schede, con un’applicazione in background (Spotify) e il monitoraggio attività. Ci vuole un po’ per avviare Spotify, ma eccolo pronto all’uso. Indovina da dove sto scrivendo? Dal mio notebook, il blog funziona molto bene seppur ogni tanto c’è qualche piccolo rallentamento. Ma tieni conto che ho aperto: Firefox, gestore dei processi, spotify e il terminale.

L’assorbimento di risorse durante la riproduzione video è più o meno la stessa, anche se YouTube appare molto più fluido rispetto ad Ubuntu tradizionale. I video in 1080p migliorano leggermente, ma sono comunque insopportabili da guardare perché ogni 10-20 secondi è costretto a caricare. Però, ripeto ancora una volta che può essere dato dalla connessione del notebook, che può essere migliorata utilizzando un adattatore Wi-Fi USB o la rete LAN con il filo.

Test Spotify

Test su Ubuntu

Un altro test che faccio spesso è quello su Spotify. Che in questo caso…beh è in inglese, con qualche pezzettino in italiano. Tuttavia, la musica si sente molto bene e senza lag o scatti. Unica pecca è che quest’applicazione (la quale su ogni dispositivo è davvero pesante ed esosa di risorse) ci mette un bel po’ ad aprirsi se il PC è impegnato in qualche operazione. Questo su entrambe le distro.

Test su Xubuntu

Nonostante i tempi di avvio, una volta in esecuzione rende benissimo. La qualità in ascolto è molto alta, anche su un computer vecchio di dieci anni. Nessun lag e tieni conto anche di una cosa: Spotify Free ha una qualità non eccellente rispetto a Premium. Tanto di cappello.

Qualità audio molto elevata anche al massimo volume.

Test di usabilità

Ubuntu è utilizzabile, seppur con molti lag e a scatti. Però è utilizzabile. Le distro precedenti nella maggior parte dei casi erano completamente inutilizzabili. Anche su computer di nuova generazione poco potenti. Roba che per aprire il menu principale ci metteva secoli, senza mai aprirsi. Xubuntu è invece molto fluido e si sente moltissimo la sua leggerezza. Il download delle app è veloce, l’OS riscalda poco e fa benissimo il suo lavoro.

Posso tranquillamente scrivere, scaricare foto, cercare informazioni ed ascoltare musica. Quasi mi sono dimenticato di usare il mio vecchio Notebook.

Entrambi, comunque, possono essere installati senza problemi su un computer di basse prestazioni.

Conclusioni

Ubuntu 18.04 e le sue derivate sono senz’altro un notevole miglioramento del Linux a portata di tutti. Il punto di riferimento per un utente medio è proprio Ubuntu e deve essere veloce, reattivo e adatto alla massa. In effetti, è un po’ troppo orientato alle masse…tant’è che ha il suo store, molti prodotti commerciali e puzza un po’ di Apple.

Però, ad essere sinceri è ancora utile come un tempo a salvare dal bidone dei rifiuti un sacco di computer…compresi quelli nuovi con processori assurdamente scarsi come i Celeron. Non fa miracoli, ma quasi.

Francesco Grecucci

Mmh…c’è tanto da dire, ma non ti annoierò! Ho questo blog dal 2016 e studio all’ultimo anno di Informatica alle superiori a Taranto, in Puglia. Mi piacciono molto i vecchi computer, la fotografia e la musica. Ho anche scritto un libro, ma quella è un’altra storia…

Francesco Grecucci

Francesco Grecucci

Mmh...c'è tanto da dire, ma non ti annoierò! Ho questo blog dal 2016 e studio all'ultimo anno di Informatica alle superiori a Taranto, in Puglia. Mi piacciono molto i vecchi computer, la fotografia e la musica. Ho anche scritto un libro, ma quella è un'altra storia...