CentOS 7 – La prova

Valida alternativa ad Ubuntu Server, CentOS è una storica distro Linux per la creazione di un server a costo zero. Oggi la proverò su un mio computer…

Installazione

Dopo una breve fase di boot, si avvierà un installer grafico. Come prima schermata vi è quella in cui scegliere la lingua del sistema e della tastiera, per poi portarci al sommario dell’installazione, dal quale impostare il livello di sicurezza, la sorgente dei file da installare, quali software installare e la destinazione dell’installazione.

Sommario Installazione

Facendo click su Selezione Software, possiamo scegliere i compiti da affidare al server e il tipo di ambiente per la sua funzione (Nodo informatico, Server per l’infrastruttura, Server di stampa e file, Server web di base, Host di virtualizzazione, Server con GUI, Desktop di GNOME, KDE Plasma Workspaces, Workstation creativa e di sviluppo). Sconsiglio l’installazione minima poiché non possiede alcuna funzione per la creazione di un server, ma invece consiglio l’ambiente Server per l’infrastruttura di cui parlerò successivamente.

13649432_10206760063625815_1782857065_nPer formattare l’Hard Disk dovremo fare click su Destinazione Installazione per poi spuntare l’opzione Desidero rendere disponibile altro spazio. Faremo click poi, sulla schermata che comparirà, sull’Hard Disk e faremo click su Cancella tutto e poi su Recupera Spazio.

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Durante l’installazione, successivamente, possiamo impostare la Password di Root (ovvero quella dell’amministratore di sistema) o creare degli utenti.

Alla fine dell’installazione, dopo il riavvio, ci verrà chiesto, in modalità testuale, di accettare la licenza d’uso di CentOS e vi sarà un’eventuale creazione di un utente.

Interfaccia Grafica, solo relativamente

Server con GUI è l’opzione per chi secondo me si interfaccia per le prime volte con CentOS Server, ma anche per chi vorrebbe anche un client sempre disponibile.

Non aspettiamoci però di avere un Linux Server comandabile da interfaccia grafica come Windows Server. Infatti, la GUI ci permette soltanto di avere un’ambiente più familiare e la possibilità di avere un browser web e tutti i programmi tipici di un client a portata di mano nel caso in cui avessimo bisogno di consultare guide e quindi fare i soliti copia e incolla. Quindi, le funzionalità del server dovranno essere comunque gestite da terminale.

Il vero server Linux (specie nei casi in cui volessimo usare meno RAM possibile) in teoria non ha mai un’interfaccia grafica, quindi se volessimo fare le cose davvero sul serio, installeremmo il server in un’altra delle configurazioni possibili.

Il desktop di CentOS 7
Il desktop di CentOS 7
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Il terminale di CentOS ci permette tramite interfaccia grafica di gestirlo al meglio. Possiamo però anche utilizzare l’interfaccia a caratteri del server premendo i tasti CTRL + ALT + F2 e loggarci nell’interfaccia CLI

Configurazione di un vero server CentOS

Quindi, l’interfaccia grafica è solo superflua. Per configurare il vero server CentOS non ne abbiamo bisogno. Dunque, rimbocchiamoci le maniche ed impariamo ad utilizzare il terminale! Server per l’infrastruttura sarà la scelta dell’ambiente del nuovo server.13608197_10206760068265931_1205906681_nE’ la scelta migliore, poichè ci permette di configurare i tipici ruoli di un server domestico o aziendale. Selezionandolo avremo a disposizione una marea di add-on disponibili.

Selezionando la voce che permette il controllo remoto potremo già, una volta conosciuto l’indirizzo tramite ifconfig o averlo impostato dal file di configurazione, collegarci in remoto con putty tramite SSL

Installiamo Midnight Commander per muoverci tra i file

  1. Digitando il comando sudo yum install mc avremo a disposizione Midnight Commander, il nostro file browser per terminali linux!mc

 

E se volessimo amministrarlo con un pannello di controllo da web?

Se proprio l’interfaccia a caratteri non ci piace, possiamo sempre amministrare il nostro server CentOS con un’interfaccia web come quando entriamo nel pannello di controllo di un router grazie a Webmin.

Webmin è un software che permette di gestire un computer tramite interfaccia web (all’indirizzo http://localhost:10000). L’accesso è limitato agli utenti del sistema e permette di gestire la macchina da un punto di vista hardware e software. Il sistema è indirizzato ad amministratori e sistemisti, ma può risultare utile anche su computer client.

Fonte: Wikipedia

Vediamo come installarlo:

  1. Digitiamo sulla shell dei comandi il comando per scaricare il pacchetto wget http://prdownloads.sourceforge.net/webadmin/webmin-1.801-1.noarch.rpm
  2. Installiamo poi le dipendenze del software (verrà richiesta la password amministratore) sudo yum -y install perl perl-Net-SSLeay openssl perl-IO-Tty
  3. Digitiamo poi il seguente comando rpm -U webmin-1.801-1.noarch.rpm

Accediamo dal browser:

  1. Se non sappiamo l’indirizzo IP del nostro server digitiamo il comando ifconfigifconfig La voce inet (sottolineata in rosso) contiene l’indirizzo IP del nostro server
  2. Digitiamo nel browser di un altro computer o di un dispositivo mobile l’indirizzo IP seguito dalla porta 10000 (Ad esempio 192.168.1.244:10000).  Nel caso in cui non funzionasse, magari perchè non abbiamo riavviato il server dopo l’installazione, digitiamo il comando sudo service webmin status per verificare lo stato del servizio. Se il servizio è stato arrestato allora digitiamo sudo service webmin start
  3. Poichè il servizio è protetto da SSL dovremo digitare dal browser https://indirizzo-ip:10000LoginWebmin
  4. Accediamo con l’utente root e la password
  5. Webmin ci farà da interfaccia per gestire il nostro server Linux. Come potete vedere in basso, installa anche gli aggiornamenti e tiene conto della situazione generale del nostro server. Possiamo cambiare tutte le impostazioni che vogliamo! webmin

 

Personalmente, preferisco gestire un server linux tramite webmin. Grazie ad esso è possibile impostare condivisioni samba, server apache, server dns etc. semplicemente dal browser web.

Differenze con Ubuntu

CentOS è un sistema operativo più professionale di Ubuntu Server. Il primo è un clone gratuito di Red Hat Enterprise Linux mentre il secondo è un derivato di Debian.

Differenze nei pacchetti

Sicuramente avrete notato che invece del solito sudo apt-get abbiamo utilizzato il comando yum, questo perchè Ubuntu essendo basato su Debian utilizza la gestione dei pacchetti .deb. CentOS invece utilizza i pacchetti .rpm (Red Hat Package Manager). In fin dei conti, è solo una differenza di nomi.

Supporto ed aggiornamenti

Ubuntu è in continuo aggiornamento ed è finalizzato al cambiamento e all’innovazione. CentOS è invece tradizionalista e i cicli di rilascio sono più lunghi.

Sicurezza

Ubuntu Server disabilita di norma l’account root, ed utilizza AppArmor come modulo di sicurezza nel suo Kernel. CentOS invece utilizza SELinux , lasciando abilitato l’account root dal quale è possibile tranquillamente accedere.

Per i server web CentOS rimane il migliore

CentOS è compatibile con i software di gestione utilizzati dalle aziende che fanno web hosting (infatti spesso i server linux che vengono affittati utilizzano CentOS) ed è la più consigliata per chi vuole configurarsi un server web.

Francesco Grecucci

Sono nato a Taranto e mi sono diplomato in Informatica e Telecomunicazioni. Ho questo blog dal 2016 e cerco sempre di migliorarlo, ogni giorno. Mi piacciono molto anche la musica, il vintage, le fotografie. Amo molto scrivere, non solo di informatica, ma anche di narrativa. 😉

Francesco Grecucci

Francesco Grecucci

Sono nato a Taranto e mi sono diplomato in Informatica e Telecomunicazioni. Ho questo blog dal 2016 e cerco sempre di migliorarlo, ogni giorno. Mi piacciono molto anche la musica, il vintage, le fotografie. Amo molto scrivere, non solo di informatica, ma anche di narrativa. ;)